Digiuno terapeutico

Il dott. Pezzanera ci parla del digiuno terapeutico

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Il magico mondo del digiuno

Digiuno terapeutico, digiuno intermittente, dieta mima digiuno, sono termini che sentiamo sempre più spesso. La solita moda del momento?

Per alcuni sì, ma non per tutti.

Il digiuno è uno degli alleati più potenti della nostra salute.

I suoi benefici sono incredibili: dal depurare, al rallentare l’invecchiamento, dal far regredire malattie, al risolvere disturbi alimentari.Ho personalmente praticato un digiuno di 7 giorni che mi ha aiutato a risolvere diversi problemi.

Amo molto questa definizione: un giorno di digiuno per il tuo corpo equivale ad un giorno di vacanza per te.

L’interruzione di ogni fatica!

Voglio fare subito una precisazione: Il mio intento non è quello di convincere ad intraprendere un digiuno né tanto meno di  intraprenderlo di testa tua.

Voglio solo condividere quello che so al riguardo e la mia esperienza. A me ha fatto molto bene e lo stesso ha fatto e continua a fare a tantissime altre persone che ho il piacere di seguire in questo percorso o esperienza.

La cosa più sicura da fare se si decide di farlo, specie se della durata di diversi giorni, è quello di farsi seguire da chi è esperto e sicuramente da un medico.

Il digiuno è un’esperienza fisiologica di straordinaria efficacia nell’ attivare i

processi di disintossicazione propri del nostro organismo. 

La sua origine si perde nelle antichissime tradizioni dei popoli primitivi,essendo da sempre praticato quale rito di guarigione o di significato religioso . Anzi possiamo ragionevolmente affermare che il corpo umano sia perfettamente progettato per far fronte a un prolungato periodo di astensione dal cibo.

Diversamente sarebbe impossibile spiegare la sopravvivenza dell’uomo

primitivo sulla terra in un contesto ambientale sfavorevole e in cui la

disponibilità di alimenti era del tutto saltuaria.

Ma l’uomo al pari di tutti gli altri animali, nella sua complessità metabolica è in

grado di sfruttare al meglio le risorse alimentari disponibili e di “ farne tesoro”

per metterle a disposizione nei periodi di scarsità.

Esperienza psicologica intensa: nel corso dei secoli il digiuno è presente in

tutte le grandi religioni dal cristianesimo al buddismo all’islamismo e al

giudaismo rappresentando un momento mistico di elevazione a Dio e di

purificazione. 

Tutt’ altro significato assume nel nostro contesto attuale di società del

benessere la pratica del digiuno. Esso può rappresentare un momento importante di “riappropriazione” del nostro corpo, di riscoperta dei suoi bioritmi fisiologici oramai pressoché misconosciuti nell’esperienza quotidiana o forzati alle nostre esigenze,

di sintonizzazione con i ritmi della natura che talvolta ci spaventano.

Nel corso del Novecento il digiuno è stato notevolmente rivalutato nelle sue valenze terapeutiche soprattutto per merito degli studi e dell’esperienza della Scuola Igienistica americana (SHELTON) e si è riproposto all’attenzione degli operatori della salute in tutto il mondo. 

Il netto e preconcetto rifiuto da parte del mondo medico-scientifico lo ha

collocato in un ruolo ingiustamente marginale nell’ambito delle terapie

naturali ed è solo grazie all’impegno di qualche medico coraggioso che la

pratica terapeutica del digiuno si è potuta diffondere e può essere

sperimentata in tutta la sua straordinaria efficacia.

La visione

Herbert M. Shelton

Autorità in materia di digiuno fu il vegetariano Herbert M. Shelton, fisiologo, igienista, scrittore e ricercatore, nato in America alla fine dell’Ottocento. Shelton è stato uno dei padri fondatori della corrente naturopatica chiamata Igienismo, o Igiene Naturale. 

Egli dedicò la sua vita alla ricerca di una medicina senza farmaci totalmente naturale, basata esclusivamente sulla capacità di ogni organismo di regolarsi, rigenerarsi e guarire in autonomia. 

Che cos’è il digiuno terapeutico?

(Gialal al-Din Rumi)

“Il digiuno è il primo principio della medicina.”

Il digiuno terapeutico è una pratica conosciuta sin dall’antichità, utilizzata per il recupero della forza e della salute, diffusa in tutto il regno animale e vegetale.

 È lo strumento più potente che la natura ci mette a disposizione per ristabilire la salute.

Bisogna però utilizzarlo nel modo giusto e sotto la supervisione di un Medico esperto. Brevi digiuni possono essere fatti in autonomia in caso di febbreindigestione, forte stress e leggera intossicazione.

Si parla di digiuno quando c’è astensione totale da qualunque tipo di cibo e si consuma soltanto acqua.

In questo stato, l’organismo concentra tutte le sue energie nel ripristino delle strutture danneggiate attraverso l’eliminazione dei tessuti malati e delle tossine (autolisi).

Digiunare non equivale a morire di fame!

È vero che durante il digiuno si mette a riposo l’apparato digerente ma l’organismo continua comunque a nutrirsi attingendo progressivamente alle proprie riserve, utilizzando prima quelle meno importanti (grasso, tessuti morbosi, etc.) e quelle essenziali (muscoli, sangue, organi, cervello) solo in caso di inedia.

Durante la cura del digiuno tutto l’organismo si rafforza e si rigenera, i meccanismi di autoguarigione sono più efficienti e combattono meglio i fattori di rischio e le malattie già insorte.

Al termine di un digiuno ben condotto si assiste a un aumento netto della vitalità, della lucidità mentale e delle capacità metaboliche e assimilative.

Oggi pertanto esso rappresenta una terapia naturale di facile praticabilità, anche facilmente autogestita una volta che sia stata sufficientemente maturata e approfondita; è infatti fondamentale imparare a conoscere come il proprio corpo vive l’esperienza del digiuno,quali reazioni e quali sintomi emergono durante i processi di disintossicazione.

IL DIGIUNO CHE ALLUNGA LA VITA.

Sempre più spesso è indicato come la chiave per vivere più a lungo e in salute.

Tutti ne parlano. Anzi ne scrivono. Non passa  mese senza che esca un nuovo libro sul digiuno, considerato da un numero sempre più crescente di medici e scienziati la chiave e l’arte di attivare “i geni della longevità”.  

La “carestia” dicono gli ultimi studi scientifici mantiene le cellule giovani (si verifica in concomitanza almeno del 40% di restrizione calorica); ciò dipende anche dalle “SIRTUINE”, geni che si attivano quando l’organismo è in “carestia” ed il loro compito è quello di passare in rassegna tutte le cellule dell’organismo e riparare quelle danneggiate.

Le sirtuine fanno parte di una classe di proteine che svolgono un’attività enzimatica: hanno la funzione di regolare importanti vie metaboliche all’interno dell’organismo. Secondo diversi studi medici, le sirtuine hanno un ruolo chiave anche nel processo di invecchiamento cellulare, regolandone i meccanismi.

Le Sirtuine sono in grado di deacetilare anche l’interruttore dell’infiammazione NF-KB, bloccando l’espressione genica di proteine pro-infiammatorie.

Un digiuno terapeutico (lungo) può essere di aiuto per la cura ed il supporto di diverse patologie:

 dalla “Sindrome Metabolica”  al “Diabete tipo 2 o alimentare” e comunque nel rischio di malattie metaboliche in genere, in quanto agisce aumentando la sensibilità all’insulina e alla leptina. L’insulina resistenza o la scarsa sensibilità all’insulina inoltre contribuiscono allo sviluppo di molte malattie croniche. Inoltre riduce l’aumento di peso, riducendo di conseguenza il rischio di malattie croniche, dal diabete, alle malattie cardiovascolari fino al cancro. Riduce i livelli di colesterolo e  trigliceridi in eccesso, aumentando  la capacità del nostro organismo di utilizzare i grassi accumulati come fonte di energi. Disintossica il “fegato”.

Migliora il funzionamento del Sistema Immunitario riducendo i livelli di infiammazione e il danno da radicali liberi. Cura le dermatiti, allergie e asma.

Favorisce la riparazione cellulare

Migliora le funzioni cerebrali: aumenta infatti la produzione di BDNF (fattore neurotrofico cerebrale) e di altre sostanze chimiche che promuovono la salute mentale.

Inoltre è recente il riconoscimento dei benefici del digiuno come preparazione alle chemioterapie.

Una cosa è  fondamentale: aumenta “l’Energia Vitale” di tutto l’organismo a discapito del pensiero comune che potrebbe essere addirittura il contrario..

Che cosa succede quando si intraprende un digiuno?

Fin dalle prime ore l’organismo consuma l’ATP muscolare e il glucosio (glicogeno) del fegato e dei muscoli.

 Ma queste riserve si esauriscono in fretta e nel giro di 48 ore l’energia viene attinta da altre vie di “neoglicoformazione” a partire dalle riserve adipose e proteiche non essenziali.

Fasi del digiuno

 Gli adattamenti che sopravvengono durante il digiuno sono continui, ma sono “didatticamente” divisibili in tre fasi distinte.

  • La fase post-assorbitiva 
  • Periodo del digiuno acuto
  • Periodo del digiuno prolungato

La fase post-assorbitiva:  inizia dal mattino dopo la prima notte di digiuno e continua per 2 o 3 giorni. Dal punto di vista metabolico, questo è il periodo in cui si nota il passaggio dal consumo di energia esogena (dagli alimenti appena assorbiti) a quello da sorgenti  energetiche endogene. Durante il digiuno notturno, la maggior parte di glucosio è ricavata dalla demolizione del glicogeno epatico.

Il periodo del digiuno acuto: costituisce la seconda fase che comincia dopo 2 o 3 giorni e termina dopo 18-40 giorni di digiuno totale.

  • Quando i depositi di glicogeno del fegato sono depleti, diventa necessario utilizzare la neoglucogenesi per fornire le necessarie quantità di glucosio agli organi che lo richiedono come il cervello.  Nell’uomo i carburanti iniziali per la neoglucogenesi sono gli aminoacidi che derivano dalla proteolisi delle proteine. muscolari.
  • Successivamente aumenta sempre più l’ossidazione degli acidi grassi che porta ad una elevata produzione di corpi chetonici che possono essere utilizzati da molti tessuti, cervello incluso. Con il progredire di questa fase, la degradazione delle proteine rallenta mentre il grasso fornisce la maggior parte dell’energia necessaria al metabolismo corporeo.

Quindi i fenomeni cellulari iniziano dopo le prime 48 ore e si distinguono in:

  • Autolisi di costituenti intracellulari con loro digestione (lisosoma) e messa a disposizione di queste risorse biologiche (aminoacidi, acidi grassi, colesterolo) per fornire energia e costruire nuovi tessuti.
  • Lancio di un programma di apoptosi che produce il “suicidio” di milioni di cellule non essenziali (adipociti, fibroblasti) o voluminosi (macrofagi, basofili ed eosinofili). Durante i primi due giorni pertanto l’organismo si mette a riposo e consuma glicogeno superfluo. Soltanto in seguito il digiuno provoca una “digestione interna” di numerosi elementi cellulari.
  • Riorganizzazione della modalità di espressione di certi geni. 

      È il fenomeno essenziale nelle metamorfosi: la farfalla è completamente diversa dal bruco, i geni larvali vengono inattivati  e si attivano quelli dell’adulto. Il tutto con lo stesso genoma. 

L’Homo digiunatus non deve pretendere una metamorfosi, tuttavia subisce delle trasformazioni fisiologiche stupefacenti: modificazione dei gusti alimentari, riduzione delle dipendenze, riorganizzazione tissutale duratura, ecc.


BUONO A SAPERSI:

Questi fenomeni sopra descritti avvengono senza dolore e senza infiammazione, con segni di morte cellulare per necrosi, cioè quei segni che avvertiamo durante malattie infettive o organiche accompagnate da febbre e sofferenza.  

IL DIGIUNO è una prova, ma di certo non è una MALATTIA.

BUONO A SAPERSI:

Durante il digiuno c’è un altro tessuto che si allegerisce delle scorie accumulate; 

si tratta del tessuto connettivo o Matrice extracellulare (MEC) e delle articolazioni, che sono in uno stato infiammatorio cronico durante le malattie in “osi” come artrosi, sclerosi, mastosi o endometriosi.

I digiuni non si improvvisano, bensì cominciano con una preparazione “detox” per gli organi di drenaggio e di escrezione.

Inoltre vanno seguiti da un medico “esperto“.

La gestione dell’acqua nel corpo è fondamentale.

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